Settore Giovanile: intervista a Davide Bersi e Mauro Coppini

La Stagione Sportiva di Under 16 e Under 17 è ormai iniziata. Conosciamo meglio strategie, obiettivi e modus operandi dei tecnici delle rispettive selezioni, Mauro Coppini e Davide Bersi.

MAURO COPPINI - "Sicuramente l’inizio di stagione non è stato facile, soprattutto perché i ragazzi venivano da una passata annata nella quale sono rimasti fermi per diverso tempo. Per questo motivo è stato fondamentale dare loro un programma pre-season da svolgere a casa a cui è seguita una preparazione di sette settimane: siamo partiti con il lavoro in maniera graduale, riuscendo a inserire anche tre amichevoli prima dell’inizio del campionato. A oggi siamo contenti della crescita dei ragazzi, sia a livello individuale sia collettivo, e siamo consapevoli che ci siano ancora grandi margini di miglioramento. La dimostrazione è il loro atteggiamento in campo nelle prime partite, dove stanno manifestando quello che stiamo cercando di trasmettere loro fin dal primo giorno: passione, sacrificio, impegno, cuore, coraggio, crederci sempre e attaccamento alla maglia, che va onorata al massimo in partita come in allenamento. La passione è il motore del mio lavoro, mi entusiasma riuscire a tirare fuori il meglio dai miei ragazzi e a trasmettere loro, con grande senso di responsabilità, idee e principi che li completino sia a livello umano sia calcistico. Siamo ancora all’inizio della stagione ed è quindi sicuramente presto per gli aneddoti di squadra. A livello personale, però, posso raccontare che sono tornato dove tutto è iniziato: sono nato e cresciuto a Brescia, da piccolo il mio sogno era giocare con questa maglia e si è realizzato. Nelle giovanili del Brescia ho imparato cose importanti che poi mi hanno portato ad affrontare la mia carriera calcistica. Oggi per me tornare qui come allenatore, nella mia città, è un grande onore e un grande orgoglio".

DAVIDE BERSI - "La stagione è iniziata bene sia a livello di risultati che di prestazioni anche se è normale chiedere sempre qualcosa in più e dare continuità. La mia fortuna è quella di avere una società che ci mette nelle condizioni migliori per rendere: il Club lavora sulla crescita dei singoli e non si focalizza solo sul risultato. Questo permette agli allenatori di focalizzarsi sul miglioramento dei giocatori, è un approccio determinante all'interno di un Settore Giovanile. I ragazzi vanno fatti crescere anche dal punto di vista mentale perché, se qualcuno arriverà in Prima Squadra, conta anche e soprattutto fare punti. Alleno una categoria abbastanza alta, a livello di età, dunque c'è la necessità di preparare i giovani anche ad un eventuale esordio con i più grandi. Mi piace lavorare tanto in settimana e vedere la crescita su quelle che sono le nostre idee. A livello personale è bellissimo stare sul campo, lavorare quotidianamente con i ragazzi, creare empatia con loro perché l'aspetto umano è determinante per lavorare nel migliore dei modo. C'è bisogno di avere dei gruppi che stiano al campo anche a fare quattro chiacchiere in più e che abbiano il piacere di stare insieme. Un aneddoto? Non ne ho in particolare se non qualche sfottò a qualcuno che si veste o ha delle acconciature particolari. Non posso fare nomi, ma ci si diverte anche con questo per rendere un gruppo di lavoro sempre più solido".