Intervista a Federico Mazzola

Da questa stagione sportiva allenatore dei Pulcini 2010

Ci può riassumere l’andamento della stagione fino ad ora?         

Sicuramente molto positiva. Siamo partiti a settembre con bambini tutti nuovi che dovevano conoscersi e che non avevano mai giocato insieme. Inizialmente abbiamo riscontrato un po' di difficoltà soprattutto nei test match, in quanto le altre squadre avevano già un minimo di organizzazione di gioco. In questa fascia d'età la costanza, in termine di prestazione, non è sicuramente l'ingrediente principale, come è normale abbiamo avuto alti e bassi.

Adesso la situazione si è molto evoluta e tutti i bambini sono cresciuti sotto ogni punto di vista, la cosa più bella è che ogni allenamento lo vivono con la voglia e l'entusiasmo del primo giorno.

Quale avversario è risultato più ostico durante la stagione?

Durante la stagione abbiamo affrontato diverse squadre sia in campionato che nei vari test match.

Le squadre che più mi hanno impressionato sono state Milan, Inter e Spal ma devo dire che se inizialmente il gap era molto ampio nelle ultime apparizioni ce la siamo giocata alla pari. Tra le realtà non professionistiche invece ho visto molto "solide" Real Leno e A.C. Ghedi.
               

Quali caratteristiche contraddistinguono la sua squadra?

La nostra realtà di 2010 ha alla base elevate capacità tecniche e soprattutto per quanto riguarda questa fascia d'età la spensieratezza ed il coraggio di affrontare gli 1 vs 1 e i duelli in generale, secondo me e secondo la società sono la prerogativa. Tramite il singolo cerchiamo di migliore il collettivo e viceversa, il collettivo si mette a disposizione del singolo per esaltarlo. Ovviamente non va tralasciato l'aspetto dell'organizzazione di gioco. Vogliamo dominare e comandare ogni partita e questo lo fai se hai tu la palla. Uno dei tanti punti a favore di questo gruppo, che non sempre si trova o se manca è difficile da trasmette, è lo spirito di sacrificio, la voglia di non mollare mai.

Quali sono gli allenatori a cui si ispira?

Dire che c'è un allenatore in particolare dei grandi a cui mi ispiro è difficile perché le dinamiche tra il calcio degli adulti e dei piccoli sono molto differenti,

con i piccoli credo sia necessario essere più insegnanti di calcio che allenatori. Comunque tra i preferiti c’è Guardiola per i principi di gioco e per la continua impronta che riesce a dare alle sue squadre, anche Simeone mi piace, mi affascina la carica e la determinazione che riesce a trasmettere ai suoi giocatori.

Ci indica tre regole per diventare un giocatore professionista?

La formula magica non esiste. Credo che a parità di doti tecniche e fisiche la differenza la faccia la costanza, la voglia di fare, lo spirito di sacrificio e anche un po' di fortuna forse. Un giocatore che fa tutto il percorso formativo dall'attività di base alla Primavera ha davanti a sé almeno 8/9 prima di arrivare in Prima Squadra. È veramente dura. 

Cosa vorrebbe “rubare” a mister Corini?

Purtroppo non sono riuscito a vedere molto la prima squadra ma ho avuto la fortuna di poterlo ascoltare dopo un torneo che avevamo giocato a Bagnolo, la sua umiltà nel parlare di sé come calciatore e allenatore mi ha impressionato.

News correlate