Intervista ad Andrea Gardoni

Da questa stagione sportiva allenatore degli Esordienti 2008

Ci può riassumere l’andamento della stagione fino ad ora?
Sono soddisfatto della stagione disputata finora, abbiamo avuto la fortuna di giocare tantissime partite e tornei, vissuto tante esperienze, che ci hanno fatto sicuramente crescere, togliendoci anche qualche piccola soddisfazione; mi ritengo un allenatore fortunato perché ho la possibilità di allenare dei ragazzi di grande qualità e che si allenano sempre con grandissimo impegno, facilitando così anche il mio lavoro.  I meriti per la buona stagione disputata vanno senza alcun dubbio a loro. Voglio ringraziare anche lo staff con cui ho la fortuna di lavorare, senza di loro le cose sarebbero state decisamente più complicate.
 
Quale avversario è risultato più ostico durante la stagione?
Le due milanesi ci hanno messo in difficoltà, in particolare hanno giocatori fisicamente più pronti dei nostri in questo momento, ma nonostante ciò in buoni tratti di gara siamo riusciti a avere noi il comando del gioco, ed è stata una grossa soddisfazione.
 
Quali caratteristiche contraddistinguono la sua squadra?
Domanda difficile perché andrebbe posta a chi osserva da fuori, comunque credo che una caratteristica sia quella di cercare sempre di proporre un calcio propositivo, con l’idea di provare a comandare il gioco, coinvolgendo più giocatori possibile nella costruzione e nello sviluppo del gioco. In generale c’è la tendenza a pensare che un calcio fatto di possesso non migliori il singolo giocatore ma solo il collettivo; secondo me invece è proprio il contrario, infatti proponendo un calcio di possesso si danno strumenti al singolo giocatore per poter giocare con gli altri in un contesto collettivo. La cosa che mi piace nei miei ragazzi è vedere come si cercano, come provano a collaborare in campo, trovano piacere nel passarsi la palla, a volte in campo paghiamo un po’ sotto l’aspetto fisico, ma per me questo è l’ultimo aspetto da considerare a questa età.
 
Quali sono gli allenatori a cui si ispira?
Non ho un modello specifico: mi ispiro a quegli allenatori che non guardano solo il risultato, che vincere piace a tutti, ma è più importante come si vince.

Mi ispiro agli allenatori coerenti, che non cercano alibi, che si fanno sempre domande, che fanno autocritica e che pensano sempre a dove poter migliorare. Mi ispiro agli allenatori che non lavorano per sé stessi, ma per far migliorare il più possibile i propri ragazzi.
 
Ci indica tre regole per diventare un giocatore professionista?
Premesso che non c’è una ricetta, comunque a mio parere un giocatore per poter sperare di far diventare la sua passione per il calcio un lavoro vero e proprio non può non avere umiltà, voglia di migliorarsi sempre e soprattutto coraggio, aspetto spesso sottovalutato.
 
Cosa vorrebbe “rubare” a mister Corini?
Sicuramente la capacità di lettura della gara, a quel livello è una qualità fondamentale per un allenatore; poi la capacità di gestione del gruppo, da fuori mi sembra sempre molto equilibrato, e infine la sua grandissima esperienza sia da giocatore che da allenatore.

News correlate