Intervista ad Mauro Coltrini

Da questa stagione sportiva alla guida della Under 13

Ci può riassumere l’andamento della stagione fino ad ora? 

La stagione è una stagione all’insegna del cantiere aperto.

I ragazzi hanno affrontato per la prima volta un campionato regionale professionistico con una rosa rivista in molti elementi. La priorità è stata, appunto, quella di dare un’identità alla squadra cercando di agevolare velocemente l’inserimento dei nuovi attraverso anche l’esperienza dei veterani del gruppo nel vivere il quotidiano a Brescia.

I primi mesi sono serviti a me ed al mio fantastico staff per conoscere le caratteristiche dei ragazzi per cercare di metterli nelle condizioni di rendere al meglio, ovviamente non sempre si riesce nell’intento che comunque è sempre svolto con passione e trasparenza.

Fatte queste premesse posso dire che la squadra è nettamente in crescita ed ha raccolto a livello di punti poco rispetto a quanto dimostrato sul campo, dimostrando buone capacità tecnico tattiche sia a livello individuale che collettivo. A livello fisico abbiamo subito spesso altre realtà ma sono convinto che quando cresceranno anche i nostri ragazzi il lavoro fatto fino ad ora uscirà e sarà evidente.

Quale avversario è risultato più ostico durante la stagione?

L’avversario più ostico trovato è stato sicuramente l’Inter, società che da anni lavora al meglio nel settore giovanile. Oltre a qualità tecnico-tattiche importanti i giocatori dell’Inter sono anche più pronti in questo momento a livello fisico.

Nonostante una rosa importante i nostri ragazzi non hanno assolutamente sfigurato contro i pari età nerazzurri dimostrando coraggio e personalità nel giocare a viso aperto.
               

Quali caratteristiche contraddistinguono la sua squadra?

La mia squadra ha acquisito un’ottima cultura del lavoro e sta pian piano cercando di acquisire strategie diverse di gioco con una caratteristica comunque importante: il coraggio.

Evidente, a mio parere, la volontà dei miei ragazzi di provare a fare la partita con risultati più o meno positivi ma con alla base la consapevolezza che la crescita personale e collettiva deriva dalla voglia di mettersi in gioco giorno dopo giorno.

Forte anche il senso di appartenenza ai colori ed allo stemma che indossano e questa caratteristica è sempre ben visibile agli occhi degli spettatori.

Ultima caratteristica che ci contraddistingue, secondo me, è il divertimento. Divertimento nel senso che le nostre partite non sono mai noiose.

Quali sono gli allenatori a cui si ispira?

Ammiro molto la capacità di Jurgen Klopp nel trasferire alle proprie squadre un gioco rapido, intenso, molto verticale e fatto di passione che si respira sia nei suoi giocatori che nell’ambiente che crea attorno alla sua squadra.

Altro allenatore che mi affascina molto è Bielsa, il mio sogno è riuscire a conoscerlo di persona e poter vedere sul campo il suo modo di lavorare, secondo me ,per proposta di gioco, è uno dei migliori allenatori in circolazione.

Ci indica tre regole per diventare un giocatore professionista?

Secondo me non esiste una ricetta corretta per diventare un giocatore professionista.

Sicuramente ci sono elementi che aiutano e che facilitano il percorso. Una caratteristica fondamentale è l’Umiltà, una seconda caratteristica è la Fame, come terza caratteristica metterei il Talento.

Però attenzione perché "Il duro lavoro batte il talento quando il talento non lavora duro."

Cit. Tim Notke, allenatore di basket giovanile.

Cosa vorrebbe “rubare” a mister Corini?

A Corini vorrei rubare sicuramente la sua esperienza da giocatore di alto livello, il vivere partite, stadi e spogliatoi importanti. Sicuramente questo fattore ti dà una marcia in più nella professione d’allenatore.

Ammiro in lui come sia stato in grado, in poco tempo, di dare un gioco bello e credibile e di trasmettere tutta la sua brescianità alla rosa portandola velocemente ai piani alti della classifica di serie B.

Semplicemente un punto di riferimento.

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